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Rocca Ubaldinesca

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Descrizione

Appena arrivati a Sassocorvaro, la Rocca si staglia imponente di fronte a noi, alta e maestosa. Ma è solo a volo d’uccello che ci mostra la sua natura segreta. Dall’alto, infatti, la Rocca rivela una sagoma che richiama il corpo di una tartaruga.

L’associazione tra il solido guscio dell’animale e la funzione difensiva dell’edificio è immediata. Ma sotto il ruvido carapace si nasconde un essere vivente. È questa la chiave per comprendere davvero la Rocca. Progettata da Francesco di Giorgio Martini, le sue forme curvilinee rappresentano un’innovazione senza precedenti, concepite in questo modo per difendere la Rocca dai colpi di bombarda.

Eppure, Martini nel suo Trattato non riconobbe mai la Rocca. Perché? Certo, essendo opera giovanile e rivoluzionaria, la Rocca presentava inevitabili limiti. Ma c’era dell’altro. Il fatto è che il Martini non la sentiva realmente sua. Fu infatti Ottaviano degli Ubaldini a guidare la costruzione dell’edificio, lasciandovi la sua inconfondibile impronta.

Maestro di esoterismo, astrologia e alchimia, per Ottaviano la Rocca divenne un libro di pietra, dove incise il suo sapere, con un linguaggio comprensibile solo agli iniziati.

Un libro di pietra che nasconde una sapienza antica

Tutta l’architettura riverbera di mistero, il più piccolo dettaglio rimanda ad un significato simbolico. Varcato l’ingresso, si procede in un percorso ascensionale, che dal luminoso cortile interno sale verso il torrione centrale, da cui si sviluppano gli ambienti interni. È un percorso iniziatico.

Aggirarsi per la Rocca significa imparare e risolvere enigmi. Innumerevoli bivi ci si parano davanti, segni esoterici compaiono sugli architravi delle porte. Fregi svolazzanti terminano in forme convesse, accoglienti: la stanza è accessibile anche alle donne. Altri finiscono a punta, penetrando lo spazio: solo gli uomini possono entrare.

Grande spazio è dedicato all’arte, con una Pinacoteca di artisti locali e un delizioso teatrino ricavato nell’antico Salone Maggiore. Preservare l’arte sembra il destino ineludibile della Rocca, che durante la Seconda Guerra Mondiale divenne il rifugio per quadri provenienti da tutta Italia, portati qui da Pasquale Rotondi, storico dell’arte ed eroe, che li salvò dalla furia del conflitto. Le riproduzioni di queste opere sono conservate nella Rocca, a eterna memoria dell’impresa di Rotondi.

Indirizzo: Viale Massaioli, 5
Provincia:
Stato / Paese:
CAP: 61028
Nazione: Italia
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