Descrizione
Il legame con Santa Maria Goretti rende Corinaldo un centro religioso di fama mondiale. Nata qui nel 1890, Maria visse un’infanzia semplice e devota, trasferendosi poi con la famiglia nelle Paludi Pontine. Fu lì, nel 1902, che la giovane fu tragicamente uccisa mentre difendeva la propria purezza. La sua santificazione, avvenuta nel 1950 per mano di Papa Pio XII, la consacrò come simbolo di perdono e di fede profonda.
Il Santuario Diocesano di Santa Maria Goretti, un tempo conosciuto come chiesa di Sant’Agostino, è il cuore spirituale del borgo. Costruito tra il 1740 e il 1756, presenta un’elegante facciata in laterizio arricchita da lesene e dettagli in calcare. L’interno, ad unica navata e a croce latina, è un raffinato esempio di architettura barocca, con giochi di luce che esaltano la cupola e la lanterna. Tra le opere d’arte custodite, spiccano una copia seicentesca dell’Annunciazione di Federico Barocci, un Martirio di San Bartolomeo di Cesare Maggeri e una Madonna col Bambino con santi di Carlo Maratta. Sopra la porta d’ingresso, una cantoria in legno accoglie un prezioso organo del 1767, opera del celebre Gaetano Antonio Callido.
L’altare maggiore, in marmo bianco di Carrara, conserva la statua lignea di Santa Maria Goretti e un’urna d’argento contenente l’osso del braccio con cui la giovane tentò di difendersi dal suo aggressore. Qui riposano anche Mamma Assunta, madre della Santa, e Alessandro Serenelli, il suo assassino pentito, la cui storia di redenzione è parte integrante del messaggio di perdono che Maria ha lasciato in eredità. Il viaggio alla scoperta della Santa prosegue con una visita alla sua casa natale, in Contrada Pregiagna. Questa abitazione contadina, immersa nella campagna, conserva ancora alcuni arredi originali della famiglia Goretti. A pochi passi, il Santuario della Madonna dell’Incancellata, dove Maria da bambina si recava a pregare, completa un percorso intimo e toccante.

















