Descrizione

Passeggiare per Corinaldo è come entrare in un museo diffuso, dove ogni angolo racconta storie di difesa, potere e tradizioni. Il borgo, abbracciato dalle sue possenti mura rinascimentali, è uno dei meglio conservati d’Italia e rappresenta un raro esempio di città fortificata, con un perimetro di 912 metri e un’altezza massima di 18 metri. Edificate nel XIV secolo e ampliate tra il 1480 e il 1490, le mura custodiscono un autentico catalogo di architettura militare con piombatoi, saettiere, feritoie, camminamenti di ronda, torri e porte monumentali.

Il simbolo indiscusso delle mura è la Torre dello Sperone, una poderosa struttura pentagonale progettata probabilmente dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini. Alta circa 18 metri, la torre offre una vista spettacolare sulla campagna marchigiana e ospita oggi un sacrario dedicato alle vittime di tutte le guerre. Accanto ad essa, altre torri come la Torre dello Scorticatore, la Torre del Mangano e la Torre del Calcinaro raccontano storie di assedi e vita quotidiana. Le tre porte principali del borgo – Porta San Giovanni, Porta Santa Maria del Mercato e Porta Nova – sono veri gioielli architettonici.

Porta San Giovanni conserva ancora elementi difensivi come la “bianchetta”, una piccola porta per l’accesso notturno, e tracce di un ponte levatoio. Porta Santa Maria del Mercato, un maestoso complesso difensivo, unisce archi trecenteschi e strutture poligonali quattrocentesche. Porta Nova, costruita durante l’ampliamento rinascimentale, fu modificata nei primi anni del Novecento per consentire il passaggio dei veicoli. Tra torri e porte caratteristiche si trovano i landroni, un corridoio porticato nato dalla sopraelevazione degli edifici signorili del XVII secolo. Il simbolo indiscusso del Borgo è la scalinata della Piagga.

Qui si trova il celebre Pozzo della Polenta, legato a una simpatica leggenda: un uomo, salendo i gradini con un sacco di farina, lo fece cadere nel pozzo, dando origine alla storiella della polenta nel pozzo e alimentando le chiacchiere che hanno reso i corinaldesi famosi come “polentari”. Oggi, il pozzo e la scalinata sono icone della tradizione locale. A completare il quadro, il Viale Dietro le Monache, costeggiato da tigli, regala una visione d’insieme delle mura, intrecciando natura e architettura in un’esperienza unica.

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