Situato su un’altura a sud-est di Piobbico, alle pendici del suggestivo Monte Nerone e ai margini della selvaggia forra dell’Infermaccio, il Santuario di Santa Maria in Val d’Abisso ha radici antiche legate alla devozione popolare verso un’immagine della Madonna, secondo la tradizione portata a valle da pastorelli. La sua storia risale almeno all’XI secolo, con la prima menzione documentaria nel 1063 come “Santa Maria in Mavi”. Nel corso dei secoli, il santuario è stato soggetto a ampliamenti, ristrutturazioni e restauri, anche a seguito del terremoto del 1789.
L’architettura del santuario, di stile romanico-gotico, presenta una facciata in pietra arenaria e un interno a navata unica, con un’abside poligonale. Tra le sue opere d’arte più significative vi sono la “Madonna col Bambino” di scuola umbra del XV secolo, il “Crocifisso” di Giovanni Santi dello stesso periodo e l'”Annunciazione” del Perugino del XVI secolo. Il santuario è stato anche scelto come luogo di sepoltura da membri della famiglia Brancaleoni.
Inoltre, al suo interno sono conservati altri tesori artistici, tra cui un crocifisso di maiolica di Valerio Valeri di Civita Castellana e un affresco cinquecentesco raffigurante la Madonna. Questo luogo sacro rappresenta non solo un punto di riferimento spirituale, ma anche un’importante testimonianza dell’arte e della storia della regione