Adagiata in una terra aspra e al contempo gentile, ricca di storie di santi e condottieri, Carpegna si svela con discrezione. Offre le proprie attrattive storiche, artistiche e naturali con l’eleganza che si addice a chi vanta un passato prestigioso, cuore pulsante di un territorio intriso di leggenda.
La storia del borgo è intrinsecamente legata alla nobile linea dei Conti di Carpegna. Ascesi al rango di Principi e imparentati con casate illustri come i Malatesta e i Montefeltro, i Carpegna rappresentano una delle radici più profonde della nobiltà italiana, segnando il destino di queste terre per secoli.
A testimoniare questo passato glorioso, al centro del paese sorge l’imponente Palazzo dei Principi. Una struttura principesca che non è solo un monumento, ma una dimora viva, tuttora abitata dai discendenti dell’antica casata, custodi di una tradizione che continua a pulsare nel cuore del centro storico.
Riconosciuta come il polmone verde del Montefeltro e insignita della prima “Bandiera Trasparente” d’Italia per la purezza dell’aria, Carpegna è un’oasi di salute. Immersa in boschi secolari, tra cui la più vasta cerreta d’Europa, offre un microclima perfetto che protegge dal freddo e regala frescura estiva.
Il contesto naturale straordinario rende Carpegna la meta ideale per il turismo attivo. Dal trekking alla mountain bike, dalle escursioni a cavallo al trail running, ogni attività si svolge in perfetta armonia con l’ambiente, permettendo di esplorare i vari livelli del monte che sovrasta e tutela la località.
Le salite del Carpegna sono entrate nel mito del ciclismo, teatro di epiche sfide del Giro d’Italia. Qui campioni come Merckx e Fuente hanno scritto la storia, ma è Marco Pantani ad aver reso eterna questa montagna, usandola come palestra naturale e dichiarando con orgoglio: “Il Carpegna mi basta!”.
A Carpegna, il tempo pare arrestarsi, intrecciandosi in maniera indissolubile con le vicende della nobile casata che ne porta il nome: i Conti, divenuti col tempo Principi di Carpegna Falconieri. Signori di lunga data di queste terre, hanno impresso un segno indelebile, non solo erigendo un palazzo imponente ma anche creando un’eredità culturale che persiste attraverso i secoli.
L’architettura del Palazzo dei Principi racconta storie di cielo e di terra, intrecciando l’umano con il divino, e diffondendo un’aura di pace e serenità. Voluto dal cardinale Gaspare di Carpegna e progettato nel 1675 da G. Antonio De Rossi, architetto che portò un respiro di Roma nel cuore delle Marche, il palazzo è un connubio tra la solidità del Medioevo e l’eleganza del Rinascimento.
Le sue mura, costruite con l’arenaria estratta dalle colline circostanti, si ergono come sentinelle di una storia illustre e di una vitalità che ancora oggi si percepisce nei suoi saloni e nei suoi corridoi.
Questo palazzo, custode del passato, troneggia nel cuore dell’abitato di Carpegna, affacciandosi sulla Piazza Conti dominando l’orizzonte e il cuore di chi passa. Esso si estende su una superficie di 6000 metri quadrati e conta un centinaio di stanze, distribuite su quattro piani ricchi di storia.
Al piano terra si trovano gli ambienti di servizio come la cucina, dove spiccano i grandi forni a legna e le vasche alimentate da acqua sorgiva, e le scuderie. Il primo piano è caratterizzato dall’ampio e solenne atrio, ove pilastri maestosi sono a guardia dei due ingressi principali: uno si apre attraverso lo scalone monumentale che domina la facciata principale, l’altro, situato sul lato del giardino – un’oasi che accoglie alberi secolari, una fontana scenografica e una torre cisterna-colombaia –, che una volta portava direttamente alle scuderie del palazzo.
All’interno di questo piano si trova anche una piccola cappella privata, che conserva le suppellettili originali, opere pittoriche e circa 1600 reliquie di santi, un tempo raccolte personalmente dal cardinale Gaspare. Lungo lo scalone d’onore, il sommo poeta Dante fa da cicerone, con i suoi versi che tessono una trama di nobiltà e di coraggio, un filo che conduce alla sala del trono, dove l’arazzo narrante lo stemma del cardinal Gaspare troneggia come una promessa di eternità.
Le stanze, segrete nella loro bellezza e sapienza, custodiscono gelosamente il patrimonio di conoscenza della famiglia, mentre i sotterranei, un tempo scuderie, nascondono storie di guerre e di liberazione. Durante la seconda guerra mondiale, il palazzo divenne arca di salvezza per capolavori d’arte inenarrabili, un rifugio contro la furia dei bombardamenti, sotto la guida sapiente di Pasquale Rotondi, un eroe di tempi bui. Furono protagoniste di questo salvataggio anche la Rocca Ubadinesca di Sassocorvaro Auditore e il Palazzo Ducale di Urbino.
Il territorio di Carpegna è come un palinsesto geologico, che porta con se numerose tracce del passato, dove il Monte Carpegna e i massicci gemelli del Sasso Simone e Simoncello narrano una storia orografica antica. Il Sasso Simone, con i suoi 1204 metri, e il Simoncello, poco più alto a 1220 metri, sono testimoni silenziosi di un mondo che fu, risalente al Miocene superiore. Sono i pilastri di una piattaforma calcarea che migrò dal Golfo di Genova fino al cuore dell’Appennino. Le rocce calcaree, dense di fossili, svelano la loro origine marina, mentre il Carpegna, con le sue stratificazioni visibili, ci parla di fondali marini profondi e di un passato ancora più remoto, risalente all’Eocene.
Simoncello si estende in un territorio dove la morfologia è definita da un contrasto marcato tra calcari e argille, creando un paesaggio di dolci colline e rilievi.
I Sassi, con la loro presenza imponente e le affascinanti aree calanchive che li circondano, sono un punto di riferimento inconfondibile in questa biodiversità territoriale che si estende tra le Marche, l’Emilia-Romagna e la Toscana. La leggenda narra di sacerdoti romani e di eremiti solitari che trovarono rifugio in queste alture, dove il panorama mozzafiato sembra sfiorare la costa adriatica. Il Sasso Simone fu persino scelto da Cosimo I de’ Medici nel 1565 come sito per una città-fortezza, la Città del Sole, gemella della Terra del Sole in Romagna, un progetto ambizioso che simboleggiava il potere e l’influenza di Firenze. La varietà floristica e faunistica del Parco è sorprendente. La cerreta, un bosco a dominanza di cerro, abbraccia il territorio e ospita una miriade di specie arboree e erbacee, con foreste che si colorano di verde e rosso in autunno. Il lupo appenninico e il capriolo sono solo alcuni degli abitanti di questo paesaggio, che è diventato un santuario per la vita selvatica. Mentre il prossimo osservatorio per l’aquila di Sasso Simone sarà una finestra privilegiata sulla vita di questi magnifici rapaci.
La spiritualità del luogo trova una delle sue massime espressioni nella Pieve di San Giovanni Battista, un tempio che ha sorvegliato le vicende della comunità sin dal primo millennio.
Anche se dell’originaria costruzione non rimangono che frammenti di pietra e tracce documentali, la Pieve si erge ancora, con le sue absidi romaniche e il suo altare antico, come un faro di fede e storia.
All’interno, il battistero del 1575 e i resti di affreschi trecenteschi dedicati a San Giovanni Battista sono un ponte diretto verso il passato della comunità cristiana locale, che qui ha celebrato i propri riti sacri per secoli.
Questa Pieve, termine che evoca la comunità dei fedeli, è stata il punto di riferimento religioso per il territorio circostante, il cuore pulsante da cui si irradiava la pratica cristiana nelle cappelle e nelle chiese minori.
Oltre a essere un luogo di culto, la Pieve ha rappresentato il centro della vita spirituale, dove i neonati ricevevano il battesimo e dove, durante la Domenica delle Palme, si distribuiva l’olio santo. Nel corso dei secoli, la Pieve ha subito numerosi restauri e modifiche, che l’hanno salvata dai danni del tempo, del fuoco e dei terremoti.
Ogni restauro ha lasciato una testimonianza, una lapide, un’iscrizione, facendo di questo luogo un raro esempio di memoria storica vivente, che ancora oggi rivela la sua bellezza e importanza.
A poca distanza, la Chiesa di San Sisto del 1182 al cimitero, con la sua suggestiva zona absidale romanica e la cripta sostenuta da una colonna ornata, testimonia l’antichità e la continuità della tradizione religiosa di Carpegna. Questo antico luogo di culto, una volta centro parrocchiale per le popolazioni dei villaggi vicini, conserva ancora l’aura mistica di un passato dove il sacro era intimamente legato alla vita quotidiana. La storia di Carpegna si rivela così non solo attraverso i suoi paesaggi e le sue foreste, ma anche attraverso questi edifici sacri, dove l’architettura e l’arte si fondono per creare spazi di riflessione e di preghiera, custodi di un’eredità spirituale che Carpegna continua a onorare e conservare.
Il Cippo di Carpegna, celebre per la sua ardua salita che Marco Pantani prediligeva per i suoi allenamenti, presenta pendenze che sfiorano il 20%.
“Il Carpegna mi basta!” era l’affermazione emblematica del ciclista, che nel sottolineare l’intensità ricordava: “Da Coppi in poi, è una salita che ha fatto la storia del ciclismo e ogni tanto anche il Giro c’è passato. Non le conto più le volte che l’ho fatta, allenandomi”. La salita serpeggia tra boschi e campi fino a un monumento dedicato al “Pirata”, da cui si godono viste spettacolari sulla Repubblica di San Marino, il Monte Fumaiolo e il Monte Aquilone, la vallata del Marecchia e, nei giorni sereni, anche l’Adriatico.
La pineta che circonda il Cippo offre un rifugio ideale per gli amanti della natura e del campeggio, con aree attrezzate per il picnic e un campeggio “Il Cippo” per coloro che cercano un’esperienza più immersiva. È qui che si trova l’obelisco futurista eretto in memoria di Sandro Italico Mussolini, che aggiunge un tocco storico alla bellezza naturale del luogo.
Il Museo della Pineta, vicino al Cippo, permette ai visitatori di immergersi completamente nell’ambiente naturale del Monte Carpegna.
Qui, tra le altre cose, è possibile conoscere gli animali selvatici attraverso registrazioni audio dei loro suoni e scoprire i segreti del bosco attraverso esposizioni interattive
In aggiunta alle sfide ciclistiche, il Cippo è anche un punto di partenza per i sentieri di mountain bike, offrendo percorsi che soddisfano sia ciclisti di livello familiare che quelli in cerca di salite leggendarie e discese adrenaliniche. In omaggio a Pantani, il Cippo è ornato da una scultura in ferro che lo raffigura, rendendo il luogo un santuario per gli appassionati di ciclismo e un punto di riferimento culturale.
Dal Cippo la salita prosegue fino alla cima sud del monte, a 1370 m. s.l.m. che prende il nome di Passo Marco Pantani. Da li si scende fino Passo Cantoniera con scorci panoramici mozzafiato per poi far ritorno verso l’abitato di Carpegna oppure dirigersi verso Pennabilli e la Romagna.
Carpegna custodisce con cura tradizioni e sapori. Ogni assaggio è un viaggio nella storia, ogni arte è un racconto, e ogni sapere è un tesoro che si perpetua e si rinnova nella continuità di un’antica tradizione.
Il Prosciutto di Carpegna DOP è il cuore delle tradizioni enogastronomiche di Carpegna, abbracciato dalle colline del Montefeltro e prodotto a 748 metri d’altitudine nel Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello.
Questa terra, ricca di influenze romagnole, toscane e marchigiane, è storicamente propizia per la stagionatura dei salumi, grazie all’aria asciutta e salmastra proveniente dall’Adriatico. Gli abeti, i carpini e la vasta cerreta offrono il contesto ideale per l’allevamento dei suini e la produzione del prosciutto DOP dal 1400.
Il prosciutto è realizzato solo con suini pesanti padani provenienti da Lombardia, Emilia-Romagna e Marche, seguendo un disciplinare che preserva le antiche tecniche artigianali e assicura una stagionatura minima di 16 mesi.
Il prosciuttificio di Carpegna combina tradizione e modernità, sfruttando il microclima per l’asciugatura dei prosciutti.
La sofficità del prosciutto, il suo colore leggermente ambrato e la ricetta unica della sugna, applicata a mano, lo rendono un prodotto distintivo e pregiato, esportato fino agli Stati Uniti e in Australia.
Il crostolo, parente rustico della piadina, è un altro pilastro della tavola carpegnola, spesso servito insieme ai formaggi locali e al prosciutto, che racchiude l’anima di una cucina influenzata dalla montagna e dal mare.
I funghi e i tartufi di cui questi luoghi sono ricchi, si ritrovano sui piatti dei ristoranti della vallata, così come la carne del bestiame allevato sui pascoli di Monte Carpegna come anche il miele dei produttori locali.
Al di là dei piaceri del palato, l’artigianato di Carpegna si manifesta nell’Antica Stamperia, che da generazioni stampa a mano su tessuti naturali con matrici in legno, perpetuando un’arte che sfida il tempo.
Questi tessuti, impressi con disegni che narrano di tradizioni e di una bellezza senza tempo, sono un simbolo tangibile della storia e dell’artigianato di Carpegna.
Il Camping Paradiso è una destinazione che unisce natura e avventura, facendo leva sulla storia e sull’ospitalità del territorio.
Creato negli anni ‘60 da un’idea innovativa di Filippo Rosati, si è sviluppato grazie all’impegno di quattro generazioni della famiglia.
Oggi, offre un’esperienza campestre che promette relax e intrattenimento, con la possibilità di immergersi nel verde delle montagne e respirare un’aria riconosciuta per la sua purezza con la Bandiera Trasparente.
Il campeggio dispone di una piscina e si trova in una posizione ideale per esplorare il Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, effettuare escursioni culturali e naturalistiche e godere di attività come la pesca sportiva e l’equitazione. Carpegna si pone anche come un hub per il turismo sportivo, con il Circolo Ippico di Montefeltro e altri centri equestri che permettono di connettersi con la natura attraverso l’equitazione.
L’area è ottima per il trekking, con sentieri che spaziano dalla semplice camminata a percorsi più impegnativi come il Passo della Cantoniera.
Gli amanti del tennis possono godere di vari circoli e praticare questo sport di cui beneficia corpo e mente. Il Carpegna Park, situato a 1000 metri di altitudine, è un parco avventura che offre un’emozionante esperienza a contatto con la natura.
Qui, famiglie e appassionati di sport possono cimentarsi in percorsi tra gli alberi, sfidando la gravità e superando i propri limiti. Dotato di 12 itinerari di differenti livelli di difficoltà e oltre 80 passaggi vari, il parco invita ospiti di tutte le età a testare il proprio equilibrio e coraggio su liane, ponti e passerelle sospesi.
In sintesi, il Camping Paradiso e il Carpegna Park incarnano l’essenza di Carpegna, offrendo una fusione di ospitalità tradizionale, avventura sportiva e bellezza naturale, per un’esperienza indimenticabile che soddisfa sia il bisogno di relax che il desiderio di avventura.
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