Descrizione
San Costanzo, un tempo centro di intensa vita religiosa, vantava un patrimonio spirituale articolato attorno a numerose chiese, tra cui la chiesa di Sant’Agostino, un esempio emblematico di fede, arte e storia. La presenza degli Agostiniani a San Costanzo risale a prima del 1445, con un convento inizialmente situato a Monte Campanaro. Successivamente, per un contatto più diretto con la popolazione, il vecchio convento venne demolito e ricostruito con una nuova chiesa nel 1610 grazie alla generosità del conte Pietro Barbetta e della comunità locale.
La chiesa, dedicata a Maria Santissima Regina del Cielo e a San Pietro, è conosciuta come Chiesa di Sant’Agostino. Completata nel 1617, conserva sulla facciata una lapide in arenaria in memoria dei benefattori. Al suo interno si trovano cinque altari adornati di pregevoli stucchi e tele ispirate alla spiritualità agostiniana, tra cui il Crocifisso, la Madonna, Sant’Agostino e San Nicola. L’altare maggiore, in marmo, è sovrastato da un dipinto raffigurante la Consegna delle Chiavi a San Pietro, mentre nel presbiterio si ammirano due grandi tele di Giuseppe Ceccarini: un Miracolo di San Nicola da Tolentino e la Tomba di Sant’Agostino. Di particolare pregio è la Crocifissione realizzata da Ceccarini nel 1785, collocata nel primo altare di sinistra, sotto il quale si trova un Cristo Morto in legno del 1826 opera di Filippo Reali, allievo del Canova.
Tra gli elementi di spicco vi è anche un organo di Gaetano Callido, datato 1785, che domina la cantoria. La chiesa, oltre alla sua bellezza artistica, è al centro delle celebrazioni religiose, come la suggestiva processione del Venerdì Santo, in cui il simulacro del Cristo Morto e della Madonna Addolorata percorrono le vie del paese. Durante la Settimana Santa, viene allestita la Machina del Monte Calvario, una rappresentazione della Passione di Cristo con statue in cartapesta dipinte ad olio. La chiesa custodisce inoltre le tradizioni delle Confraternite della Madonna della Cintura e della Buona Morte, che hanno contribuito nei secoli alla cura e valorizzazione del luogo. Nonostante la soppressione del convento nel 1811 durante il Regno Italico, la chiesa rimase aperta al culto e continua a rappresentare un baluardo della spiritualità e della cultura di San Costanzo.













