Descrizione
Palazzo Cassi, situato nel cuore di San Costanzo, rappresenta un’elegante dimora storica di straordinaria rilevanza culturale e architettonica, simbolo della tradizione nobiliare e intellettuale del borgo. Costruito nel XVIII secolo dalla famiglia Cassi di Pesaro come residenza estiva, il palazzo è il risultato dell’armoniosa unione di tre unità abitative: Palazzo Mei, acquistato dal conte Francesco Cassi nel 1814, e due palazzi appartenenti in precedenza alla famiglia Diotallevi. Francesco Cassi, illuminato mecenate, trasformò questa residenza in un vero centro culturale, soprannominandola “Ateneo d’Italica sapienza” per la sua frequentazione da parte di artisti e intellettuali. Tra i suoi ospiti illustri vi furono Giulio Perticari, celebre letterato, che trascorse gli ultimi giorni della sua vita in una delle stanze del palazzo, dove si spense nel 1822, lasciando un’impronta indelebile nella storia culturale di San Costanzo, insieme alla moglie Costanza Monti, figlia del rinomato poeta Vincenzo Monti.
Fino a qualche anno fa, il palazzo ospitava la sede del Comune di San Costanzo, ma dopo un accurato restauro, concluso nel 2013, è stato restituito alla comunità come vivace centro culturale e sociale. A piano terra si trovano la biblioteca comunale “A. Betti”, una mediateca e sale dedicate a conferenze ed esposizioni. Il primo piano, noto come “piano nobile”, accoglie una pinacoteca con opere del XVI-XVIII secolo, tra cui dipinti di origine ecclesiastica come Il Battesimo dell’Imperatore Costantino di Terenzio Terenzi, detto il Rondolino, e un affresco raffigurante la Madonna con Bambino, attualmente oggetto di restauro conservativo. Quest’ultimo, proveniente dalla Chiesa del Cimitero, presenta caratteristiche stilistiche che richiamano influenze “pierfrancescane”.
Tra le curiosità storiche spicca una bolla rilasciata da fra Raphael Riphoz, uno degli inquisitori del processo a Galileo Galilei, e la Sala Napoleonica, che custodisce litografie legate al trasferimento delle spoglie di Napoleone Bonaparte. Questo piano ospita inoltre una sezione dedicata all’abitato protostorico e alla necropoli picena, con reperti risalenti al VII e VIII secolo a.C.
Al secondo piano si trovano le “Maschere del Castello”, creazioni uniche della stilista Anna Lorenzetti ispirate ai tarocchi e ai Re Magi medievali, oltre a una collezione di opere di Roberto Natale Patrizi, in arte Agrà, che ritrae paesaggi dell’entroterra. Completano l’offerta culturale una mostra fotografica curata da Paolo Alfieri, che documenta la vita rurale e le tradizioni locali. Il suggestivo cortile interno, ristrutturato, ospita concerti e manifestazioni culturali, consolidando il ruolo di Palazzo Cassi come custode della memoria storica e fulcro della vita culturale di San Costanzo.














