Descrizione
Negli ex locali del convento di S. Agostino troviamo il Museo Archeologico e della Via Flaminia “G. C. Corsi”. Un luogo che ci fa tuffare nella storia remota di Cantiano.
La prima sezione è geopaleontologica e, è il caso di dirlo, porta a galla la preistoria di Cantiano, quando al posto di colline e montagne qui c’era un enorme arcipelago corallino. Il protagonista è Ugo, grande rettile anfibio vissuto ancor prima dei dinosauri, le cui fattezze sono state ricostruite sulla base delle impronte ritrovate alle pendici del Catria. Alla preistoria segue la storia dei primi insediamenti umani nella sezione archeologica del museo.
I due pezzi principali esposti sono un miliario della Via Flaminia, antesignano dei nostri segnali stradali, su cui è indicata la distanza, perfettamente calcolata, tra Roma e Cantiano, e il Bronzetto. Quest’ultimo è una piccola statua quasi oracolare nel suo modo di svelarci, coi suoi tratti, l’unicità che contraddistingue Cantiano. L’elmo piceno, il volto dagli inconfondibili lineamenti etruschi e il corpo robusto caratteristico dei bronzetti umbri, sono la prova che Cantiano fu sempre terra di confine, nodo che univa Etruria e Piceno, Marche e Umbria.
Non mancano numerosissimi altri reperti: fibule, pentole, pinzette, frammenti di specchi, punte di frecce, monete. Oggetti “poveri”, ma ricca testimonianza della vita quotidiana dei coloni romani, che qui riposavano dopo le fatiche della guerra, e del successivo periodo storico, segnato da assedi e aspre battaglie.

















